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Articolo di Alessandra Riccitelli

Il Pinot grigio deve la sua etimologia alla Francia: “Pin” significa, infatti “pino” in francese, e questo nome gli è stato dato per la somiglianza fra il grappolo di uva e la pigna,  è costituito da acini molto piccoli e ravvicinati tra loro.

Considerato a tutti gli effetti un vitigno internazionale, il Pinot grigio vanta coltivazioni importanti in Francia, dove è nato, ovvero in Alsazia, in Borgogna e nelle terre di Champagne, a nord-est di Parigi, ma anche in aree geografiche diverse fra loro, come la Germania, l’Ungheria, l’Australia, e la Nuova Zelanda, per citarne alcune.

In Italia, il Pinot grigio, è diffuso soprattutto fra le regioni del nord-est, quindi nel Friuli-Venezia Giulia, nel Trentino-Alto Adige e in Veneto, dove è stata creata per questo vino, una specifica denominazione di origine controllata, chiamata “Pinot grigio delle Venezie doc”. La coltivazione di queste uve è diffusa anche in altre regioni d’Italia, ma in misura minore rispetto alle suddette.

Un po’ di storia

Tutte le informazioni e gli studi ampelografici riportano la discendenza del Pinot grigio dal Pinot nero, ossia una delle più diffuse e note uve a bacca rossa del mondo. L’origine del vitigno è francese, infatti, secondo alcuni documenti storici, è dalla Francia che è iniziato il commercio di questo vino, per poi estendersi in Ungheria e in Germania, con il nome di “Ruländer”. Qualche secolo più tardi, verso la fine del XIX secolo, il Pinot giunse in Italia insieme agli altri vitigni francesi, e fu impiantato soprattutto nelle regioni del nord. Com’è noto, le uve del Pinot grigio, prediligono climi freddi e costanti, soffrono gli sbalzi di temperatura e il caldo, pertanto, possiamo definirlo un vitigno di difficile coltivazione, e possiamo comprendere per quale motivo, esso sia coltivato soprattutto nelle zone a nord dell’Europa, dove il clima si presta meglio alla sua lavorazione.

Caratteristiche

Il gusto del pinot Grigio si differenzia secondo la zona di produzione e del metodo di vinificazione.  Nelle zone particolarmente fredde, il vino avrà più corpo e struttura, oltre che maggiore freschezza e sapidità, mentre dove le temperature sono più calde e con meno escursioni termiche, esso virerà su toni olfattivi più fruttati e dal corpo più rotondo. Se vinificato a contatto con le bucce, il colore del vino assumerà toni ramati, altrimenti il suo aspetto sarà più chiaro e limpido sulla scala dei gialli.

Nelle collezioni Torri cantine, è presente il pinot grigio in “Bag in tube”, esclusivo nel suo packaging raffinato ed elegante, comodo e versatile da utilizzare per gite fuori porta o più semplicemente a casa, usando il pratico rubinetto dosatore per versarlo direttamente nel calice.

Il Pinot grigio è un vino che regala piacevolezza alla beva e che si presenta di un colore giallo paglierino tenue, cristallino, luminoso e vivace. Al naso, evidenzia aromi floreali di ginestra, gelsomino e fiorellini di campo, ricordi fruttati con pesca bianca, melone dolce e mandorla fresca, oltre a suggerire una leggera mineralità. Sorso fresco e sapido, di ottimo equilibrio e morbidezza con un leggero mandorlato che accompagna il finale di bocca e persistenza media giocata soprattutto su note calde.

Abbinamenti cibo/vino

Particolarmente versatile, il Pinot grigio è da considerarsi un vino a tutto pasto, ottimo a partire dall’aperitivo, in accompagnamento ad antipasti a base di salumi o frutti di mare, è ideale con primi piatti di pesce o con condimenti a base di verdure, con i formaggi, con le uova oppure in abbinamento a carni bianche o fritture.

Curiosità

Il Pinot grigio è particolarmente amato negli USA, tanto che, durante il lockdown, è diventato il domestic wine di tante famiglie americane che consumavano a casa i loro pasti. Lo dimostra un incremento nei consumi durante la pandemia che va dal 15% al 30% nel mercato americano.

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