Primavera in rosa: la rivincita dei vini rosati

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Articolo di Carla Benvenuto

La Primavera sta arrivando e con essa, oltre al cambio di stagione, si iniziano anche a scegliere, complici le temperature che cominciano ad alzarsi, altre tipologie di vini.

Come i rosati, per esempio, che negli ultimi anni si sono largamente sdogananti, acquisendo sempre più notorietà e fama nel panorama vitivinicolo italiano.

Ma come si ottiene il vino rosato?

Tecniche di produzione

Bandita la leggenda metropolitana, vietata tra l’altro dalla legge, che il rosato si ottiene miscelando vino bianco e rosso, ci sono due tecniche per farlo.

La prima consiste in un processo che inizia come per un vino rosso, ovvero con la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce che però, nel caso si voglia produrre un rosato, dura molto meno (da poche ora ad un massimo di due giorni) rispetto a quanto avviene per i rossi. Dopodiché si procede seguendo i medesimi step della vinificazione in bianco: fermentazione in acciaio o cemento (mai legno), svinatura, imbottigliamento, ecc.…

Un’altra tecnica è quella del salasso, ovvero si preleva una certa quantità di mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso. La parte di mosto prelevato viene vinificata in bianco e quindi si otterrà un vino rosato.

In Francia invece sono diffusi i “vins gris”, che non sono vini grigi come potrebbe trarre in inganno il nome, ma sono proprio dei rosati dal colore più pallido rispetto a quelli italiani. Sono ottenuti da uve dalla bassa capacità di colorante (come, per esempio, i Cinsaut Rose o i Cisnaut Grische) che vengono vinificate seguendo le stesse procedure della vinificazione in bianco. Quindi non si ha una macerazione sulle bucce ed il colore è raggiunto esclusivamente dalla pigiatura.

In America famosi invece sono i “blush wines”, ottenuti dalla vinificazione in bianco di uve a bacca rossa (tra le più utilizzate c’è lo Zinfandel) che hanno un gusto abbastanza dolce e sono caratterizzati da una leggera effervescenza che li rende vini ideali da bere durante un aperitivo.

Un’altra tipologia di vini rosati sono i cosiddetti “vini di una notte” e “vini di un giorno”, ottenuti i primi da una macerazione del mosto compresa dalle 6 alle 12 ore, ed i secondi da una macerazione di 24 ore. La loro caratteristica è quella di avere un colore molto intenso, quasi tendente al rosso.

Caratteristiche dei rosati

La palette dei vini rosati spazia da un rosa tenue, ad un rosa cerasuolo, passando per un rosa chiaretto, rosa salmone, buccia di cipolla… e così via. I nomi e le gradazioni sono tante e spesso anche molto fantasiose, tanto che alcune hanno dato il nome a celebri vini come il Chiaretto DOC o il Cerasuolo d’Abruzzo DOC.

I profumi di questa tipologia di vini sono molto delicati: si va da note fruttate di lampone, melograno, pompelmo, ciliegia, fragoline di bosco, a sentori più floreali che di solito rimandano al geranio, alla rosa, al gelsomino.

Solitamente hanno un sorso fresco, leggero, alcuni possono avere dei tannini appena accennati, un’acidità bilanciata, sapidità, mineralità. Insomma, sono vini davvero piacevoli e rinfrescanti, da bere sicuramente giovani e alla giusta temperatura (10-12 gradi).

Molto versatili anche negli abbinamenti, i vini rosati si prestano senza dubbio ad accompagnare aperitivi, antipasti a base di pesce o vegani, risotti e primi piatti semplici, carni bianche, affettati, sushi, ed ultimamente molto in voga è l’abbinamento con la pizza. Solitamente si rivelano il giusto compromesso quando si è indecisi tra il rosso e il bianco.

Cerasuolo d’Abruzzo DOC – Rosarubra

Sicuramente quando si parla di rosati uno dei primi vini che viene in mente è il Cerasuolo d’Abruzzo Doc, ottenuto da uve Montepulciano e prodotto esclusivamente nelle province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo.

Una delle migliori espressioni è quella dell’Azienda Rosarubra, dall’innata eleganza e raffinatezza, un Cerasuolo fresco e vivace.

Ottenuto da uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza vendemmiate manualmente e da una macerazione sulle bucce di 8 ore, subisce una vinificazione in bianco con una lenta fermentazione di circa 20 giorni per poi proseguire l’affinamento in acciaio.

Al calice si presenta di un colore rosa molto intenso e luminoso, ed il ventaglio olfattivo spazia da note fruttate di fragola, frutti rossi e visciole, a fiori di ciliegia e note di rosa. Il sorso è armonico, avvolgente, caratterizzato da una bella freschezza, da un’acidità vibrante, e da una media persistenza.

Un vino perfettamente equilibrato in grado di accompagnare tutto il pasto, ma che si sposa egregiamente con la pizza, o con un tagliere di salumi e formaggi, ma anche con primi piatti a base di pesce o con un semplice piatto di spaghetti al pomodoro.

I rosati sono eclettici. Vini versatili che si rivelano sempre la scelta vincente ora che inizia la bella stagione e si iniziano a prediligere pietanze più snelle e meno strutturate dei tipici pasti invernali. Ma vanno benissimo anche sorseggiati e degustati da soli, magari mentre ci si gode un tramonto vista mare. Nascondono quel non so che di romantico, che per fortuna sta facendo ravvedere anche coloro che si sono sempre dimostrati scettici nella scelta di questa tipologia di vino.

Che i rosati alla fine conquisteranno il mondo?

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