Metodo Ancestrale: la ricerca delle origini e il fascino di Khaos

metodo ancestrale

Articolo di Andrea Anselmino

Il richiamo della natura, delle tradizioni e la voglia di mettersi in gioco, sono questi gli elementi distintivi della cantina Rosarubra, una sintesi perfetta costruita su valori profondi e radicali, con l’obiettivo di migliorare la fertilità della terra e la qualità dei vini prodotti, grazie ad un perfetto mix tra natura e capacità dell’uomo.

La Tenuta Rosarubra è un’oasi incontaminata di trenta ettari, dove l’agricoltura biologica e biodinamica trovano la loro massima espressione e dai suoi vigneti trentennali nascono le uve che ogni anno regalano vini unici, ricchi di storia, tradizione e dalle caratteristiche inconfondibili.

Proprio da questi questi vigneti nasce Khaos Ancestrale Ramato, uno spumante ottenuto con il Metodo Ancestrale e che rappresenta l’eccellenza della spumantizzazione per la cantina Rosarubra.

Il Metodo Ancestrale: quando il passato incontra il futuro.

Le parole hanno sempre un significato preciso, infatti la scelta di utilizzare l’aggettivo ancestrale per questo metodo di vinificazione non è casuale, ma legata all’etimologia di questa parola.

Ancestrale è una parola molto evocativa, che richiama alla mente un sapere legato ai nostri predecessori, qualcosa che trova radici nel passato ma dal valore infinito, senza tempo e senza compromessi.

Il Metodo Ancestrale è il procedimento più antico e naturale per ottenere vini frizzanti caratterizzati da un perlage delicato e persistente, utilizzato dai nostri antenati, quando la natura dettava i tempi del vino, prima dell’arrivo delle più moderne tecnologie. Questo metodo racchiude perfettamente i princìpi della cantina Rosarubra e di tutti gli appassionati che ogni giorno ricercano vini dal sapore unico, autentico e naturale, diventando così prodotti sempre più ricercati e richiesti dai consumatori.

Ma come si produce un Metodo Ancestrale?

Il metodo Ancestrale è un tipo di spumantizzazione che non vuole essere né un metodo Classico né un metodo Charmat, ma che potremmo definire come il padre fondatore delle bollicine, poiché è un processo molto più antico e che mantiene una naturalità persa con i nuovi metodi.

La produzione di uno spumante con Metodo Ancestrale inizia con una leggera pressatura delle uve per estrarre i lieviti indigeni presenti nella buccia (pruina), seguita da una fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. A questo punto la fermentazione viene bloccata, il mosto parzialmente fermentato viene imbottigliato conservando un contenuto di zuccheri sufficiente a garantire la ripresa della stessa.

Le bottiglie riposano per tutto l’inverno e con l’arrivo della primavera e l’aumento della temperatura, comincia una seconda fermentazione spontanea in bottiglia dove il vino completa la sua fermentazione in ambiente anaerobico creando le condizioni dell’effervescenza in modo naturale e senza aggiunte di lieviti o zuccheri.

Questi spumanti sono solitamente meno ricchi di CO2 rispetto ai metodi più moderni e risultano torbidi poichè non subiscono la sboccatura. Si ottiene dunque un vino dalla bollicina meno pungente e con sentori di lievito e pane molto pronunciati.

Khaos Ancestrale Ramato

Khaos Ancestrale Ramato è uno spumante ottenuto con il Metodo Ancestrale e da uve 100% Pinot Grigio da agricoltura biodinamica e raccolte a mano con una selezione accurata dei migliori grappoli.

Uno spumante che non subisce sboccatura e nessuna filtrazione, che alla vista si presenta con una leggera velatura e discreta torbidità.

Il suo perlage fine e persistente esalta i profumi di lievito, pane caldo, fiori di biancospino e agrumi, evidenziando un perfetto equilibrio che avvolge la bocca. Khaos è un vino dalla grande acidità e freschezza, dal perlage fine e ricco di profumi derivati dalle uve.

Voglio concludere questo articolo con la citazione di Anaïs Nin:

Nel caos c’è la fertilità”,

perché credo rispecchi perfettamente il concetto della cantina Rosarubra ed il suo Khaos, un vino che nasce e cresce dalla fertilità della sua terra, regalando a chi lo degusta una storia da degustare e raccontare.

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