La primavera dei rosati

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Sbocciano le margherite, iniziano le prime piacevoli passeggiate all’aperto, le giornate si allungano e gli animali escono dalle tane… tutto questo è la primavera.

Un risveglio della natura. La stagione perfetta a livello climatico. Quella che ci mette buonumore e fa sì che, non solo nei prati, ma anche sulle nostre tavole cambino i colori, nei piatti e nei bicchieri.

Infatti dopo un inverno a scaldarci con vini rossi, caldi, confortanti e appaganti, con l’arrivo della primavera ci viene voglia di qualcosa di più fresco, beverino. Ed ecco che i nostri calici si tingono di quelle bellissime nuances che spesso ricordano albe e tramonti.

Cipria, rosa tenue, rosa chiaretto, buccia di cipolla, rosa cerasuolo… sono le sfumature di quella tipologia di vini che finalmente, da qualche anno a questa parte, sta riscuotendo il successo che merita prendendosi una fetta di mercato importante. La fama e l’attenzione sui vini rosati, infatti, cresce sempre di più, non solo da parte del pubblico, ma anche dei produttori che ormai vedono in questa tipologia un modo per produrre vini dal carattere e dalla personalità ben definita che valorizzino i vitigni autoctoni del Bel Paese.

Cerasuolo D’Abruzzo, espressione massima del vino rosato

Una delle espressioni più significative di rosati, conosciuta ed apprezzata ovunque, è senza alcun dubbio il Cerasuolo D’Abruzzo Doc.

Denominazione creata nel 2010 che comprende le tipologie di vino rosato che prima invece ricadevano nella tipologia Cerasuolo della più ampia Doc Montepulciano d’Abruzzo, il vitigno con il quale si produce questo vino.

La tecnica di produzione consiste nel far sostare il mosto sulle bucce (rosse) per un breve periodo così da ottenere un vino dalla pigmentazione simile al colore delle ciliegie (da qui il nome Cerasuolo). Difatti, a differenza dei rosati classici, ha una colorazione più intensa, con un profilo organolettico ben definito, ed una gradazione alcolica non da poco.

Il Cerasuolo d’Abruzzo inoltre ha un ruolo storico e sociale importante, era infatti il vino che i contadini portavano nei campi per ristorarsi durante le giornate di lavoro estive. E questa sua funzione ha fatto sì che tutte le aziende abruzzesi avessero nella loro linea di produzione un’espressione di Cerasuolo.

Bakán, Cerasuolo d’Abruzzo Doc Cantine Torri

Tra le montagne e il mare, in provincia di Teramo, in una delle zone più vocate della regione Abruzzo, da un antico filare di oltre trent’anni posto a circa 300 metri sul livello del mare, nasce il Cerasuolo d’Abruzzo DOC Torri Cantine.

Bakan Cerasuolo è ottenuto da uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza vinificate attraverso una leggera sosta di 6/7 ore sulle bucce e affinato in vasche di cemento per 4 mesi prima di essere imbottigliato.

Ne consegue un vino dall’intenso colore rosa cerasuolo al calice, e caratterizzato da un importante ventaglio olfattivo che va da note di frutta rossa, ciliegia, fragola e lampone, a sentori floreali di geranio e garofano. Al palato è perfettamente in armonia col naso. Ha un bel corpo, morbido e fresco, caratterizzato da una leggera tannicità che lascia spazio ad un finale sapido e di buona persistenza.

Un sorso tonico e coinvolgente, che invoglia il successivo, e che ha la straordinaria capacità di potersi abbinare davvero ad una moltitudine di pietanze. Aperitivi, cibi di mare, piatti vegetariani, carni bianche o rosse, formaggi freschi, pizza, sushi… C’è l’imbarazzo della scelta. Per questo non dovrebbe mai mancare nelle nostre cantinette.

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