Il ciclo biologico della vite

grappolo_vite

Articolo di Francesco Properzi Curti

Le temperature aumentano, le giornate si allungano e i paesaggi spogli iniziano lentamente a trasformarsi in ventagli di luci e colori: la primavera è puntualmente ritornata e tutto intorno a noi diventa più bello e luminoso.

È in questo periodo che mi rendo conto che un altro anno è trascorso e che il mondo vegetativo è tornato a vivere in tutto il suo splendore.

Come ogni altra pianta, la vite ha un suo CICLO VITALE che inizia nel momento stesso in cui avviene la semina e finisce quando non sarà più in grado di produrre.

Nei primi due o tre anni di vita, la pianta non è ancora in grado di produrre frutti al meglio delle sue possibilità, ma dal terzo/quinto anno in poi avrà modo di farlo almeno per i successivi tenta/quarant’anni.

Questa naturalmente non è una regola, visto che ci sono vitigni molto produttivi e di ottima qualità come il Montepulciano d’Abruzzo DOCG della linea Bakàn delle Cantine Torri, che proviene da un vitigno di Martinsicuro (TE) e che ha superato i cinquant’anni di vita.

Un montepulciano in purezza, frutto di una selettiva vendemmia manuale di fine ottobre, a cui seguono: una fermentazione in acciaio, sei mesi di maturazione nelle vasche di cemento, ulteriori diciotto mesi in botte grande da 50 hl, per poi essere imbottigliato in totale assenza di ossigeno e affinare altri sei mesi in bottiglia.

Un vino profumato, dai gusti complessi e raffinati, con un morbido calore in perfetta sintonia con una freschezza e dei tannini non invadenti che anticipano un finale persistente e minerale.

Se vi procurate dei bei calici capienti, attendete qualche minuto dall’apertura per permettergli di manifestarsi in tutta la sua complessità, e non superate i 18 gradi di temperatura, vi godrete una tra le migliori combinazioni di piatti ben strutturati e saporiti.

ciclo_vite

Nel corso della sua lunga vita (ciclo vitale), la vite vivrà annualmente tre fasi fenologiche cicliche: fase di riposo – vegetativaproduttiva.

  • La fase di riposo, che si verifica in inverno subito dopo la vendemmia, e va dai primi giorni di dicembre alla metà di marzo.

La pianta si mette cautelativamente in una condizione di inattività, di autoprotezione, spogliandosi dei frutti e delle foglie che la adornano e riducendo le funzioni vitali al minimo. Tali funzioni verranno ripristinate solo dopo il ritorno della bella stagione e del conseguente aumento della temperatura.

In questa fase, la pianta subisce la cosiddetta “POTATURA SECCA” che serve per determinare il numero di gemme che andranno a generare i successivi grappoli: 7-10 gemme per ogni tralcio se l’obiettivo della produzione è la qualità, e 15-25 gemme se l’obiettivo è la quantità.

  • La fase vegetativa, o del germogliamento, ovvero lo schiudersi delle gemme che si verifica ogni primavera tra marzo e aprile, è caratterizzata dal metaforico “PIANTO DELLA VITE”, per via della fuoriuscita di gocce di linfa dai punti dove è stata eseguita la potatura.

Questo fenomeno è dovuto al riattivarsi del sistema linfatico (metabolismo degli zuccheri e attività cellulare) a seguito del rinnalzamento delle temperature e del conseguente riscaldamento del terreno; è assolutamente necessario per sanare i traumi subiti dalla vite a seguito della potatura.

Vi sono tre tipi di gemme:

– le gemme pronte o estive, che danno origine solo a rami improduttivi (femminelle);

– le gemme dormienti o ibernanti, che si apriranno soltanto nella successiva primavera

  per produrre germogli con fiori e frutti;

– le gemme latenti, che restano inattive anche per parecchi anni e si schiudono solo in caso di necessità, ad esempio dopo una gelata, per dare origine a rami improduttivi detti polloni.

  • La fase produttiva, nella quale la pianta germoglia, mette le foglie e fa maturare i frutti.

Ovvero la formazione dei primi fiori dai raspi, grazie al trasporto del polline da parte del vento (impollinazione).

In questo periodo si procede con almeno altre due potature, questa volta si tratta di “POTATURA VERDE”, che ha il compito di dare una forma alla vite e ai relativi germogli, e ripulirla dal fogliame che dovesse ostacolarne la ventilazione.

  • a luglio si verificherà l’allegagione, ovvero la trasformazione di parte dei fiori (circa il 20%) in frutti (acini).

In alcuni casi, quando il tempo dovesse essere cattivo o la pianta dovesse essere per qualche motivo denutrita, si verificherà l’acinellatura, ovvero l’arresto della crescita di alcuni acini già formati, per concentrare il nutrimento su pochi di loro;

In questo periodo, con i grappoli fatti, si procederà all’ennesima “POTATURA VERDE” che ha il compito di diradare i grappoli esistenti onde migliorare il rapporto tra frutti e foglie, in modo da permettere la giusta concentrazione delle sostanze estrattive nel mosto.

  • a seguire, tra luglio e agosto, si verificherà l’invaiatura, ovvero i frutti cresceranno di dimensione e inizieranno a colorarsi di giallo o di rosso a seconda della tipologia di uva.

In pratica le uve inizieranno a trattenere l’acqua, anche se in questa fase saranno ricche di acidità e povere di zuccheri;

  • da quest’ultima fase alla vendemmia, quindi nei successivi scarsi due mesi, ci sarà la vera e propria maturazione delle uve, con ulteriore crescita del frutto, aumento degli zuccheri e sostanze estrattive all’interno della polpa e intensità di colorazione delle bucce.

Sui grappoli, sugli acini, si potrà notare una sostanza bianca ricca di lieviti, la PRUINA, responsabile in parte della fermentazione del vino, il cui compito è quello di proteggere l’acino dagli agenti atmosferici sfavorevoli.

  • tra luglio e agosto, si verificherà la maturazione degli acini, la cosiddetta INVAIATURA, i quali accumuleranno acqua, concentreranno gli zuccheri e le sostanze estrattive della polpa, mentre la buccia si colorerà di giallo o di blu
  • tra agosto e ottobre i grappoli matureranno (MATURAZIONE) e saranno precoci o tardivi in base alla tipologia del vitigno. Anche la vendemmia, indipendentemente dalle caratteristiche del vitigno, potrà essere effettuata precocemente o tardivamente a seconda delle strategie aziendali o da eventuali caratteristiche che si vogliano ottenere nel vino.

In questa fase, il vitigno si prepara nuovamente ad accumulare i nutrienti, elaborati nei mesi precedenti, per utilizzarli come riserve per affrontare un nuovo periodo di riposo.

Buon vino a tutti!