Breviario vinoso per amanti inesperti

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Articolo di Elena di Bacco

Come conquistare, grazie al vino, la donna che ci fa sospirare? Quanto berne, in che modo, con quali gesti? Come far emergere, da una lieve ebbrezza, solo le nostre doti migliori, rendendoci irresistibili?
Oggi vogliamo proporvi un breviario di consigli vòlti a rispondere a tutte queste domande e ad affinare le vostre doti seduttive, con l’aiuto di un buon bicchiere di vino. E se i nostri suggerimenti vi sembreranno irriverenti o venati di cinismo, tant’è… la sincerità delle intenzioni amorose non sempre va a braccetto con la loro moralità.
Perciò rilassatevi, cercate un comodo triclinio su cui dipanare i vostri dubbi sentimentali, e gustatevi un passo modernissimo, nonostante i suoi 2000 anni.
Già, siamo nella Roma dell’1 A.C. e Publio Ovidio Nasone, o, come lo conosciamo tutti, semplicemente Ovidio, celebrato poeta dell’epoca ma soprattutto amante instancabile, compone un poemetto in tre libri dal titolo Ars Amatoria, un manuale di seduzione a tutti gli effetti destinato ai circoli eleganti della Roma augustea.
Il passo che segue, tratto dal Primo Libro, è una vera e propria ricetta per utilizzare al meglio il vino nelle schermaglie amorose e concupire l’amata.
Da seguire fedelmente, sorso dopo sorso…

Quando, dunque, ti saranno offerti i doni di Bacco sulla mensa
e avrai una donna accanto a te sul letto tricliniare,
prega il padre Nyctelio* e i sacri riti della notte
di far sì che il vino non ti dia alla testa.
Allora con parole coperte potrai dire molte frasi allusive
che lei intenda come rivolte a sé,
potrai con poche gocce di vino scrivere leggere lusinghe
così che sulla tavola lei legga d’essere la padrona del tuo cuore;
potrai guardarla negli occhi con occhi che rilevano il tuo amore:
anche uno sguardo muto ha spesso voce e parola.
Cerca di afferrare per primo la coppa che ha toccato
le sue labbra e bevi dalla parte che ha bevuto lei;
e qualunque cibo assaggi con le dita,
prendine anche tu e toccale, nel prenderlo, la mano.
Tuo desiderio sia anche quello di piacere al marito della donna:
a voi sarà più utile una volta diventato amico.
Se toccherà a te bere per primo, fa bere prima a lui…
… Noi ora ti daremo una precisa misura per il bere:
che la mente e le gambe svolgano bene il loro ufficio.
Evita soprattutto le ingiurie provocate dal vino
e la mano troppo pronta alla rissa selvaggia.
Se hai voce canta, oppure, danza se hai le braccia sciolte
e cerca di piacere per quelle doti con cui puoi piacere.
L’ebbrezza, se è vera, nuoce, ma gioverà se è simulata.
Fa che la lingua finga d’incepparsi con suoni balbettanti,
in modo che qualunque cosa tu dica o faccia con troppa sfrontatezza
sia attribuita a quell’unica cosa: il troppo vino.
“Salute alla signora” – dirai – “Salute a chi dorme con lei”. ( ma in cuor tuo prega che al marito, venga un accidente )